— Non mi ha detto altro se non che essa pure ha marito.
— Ti ha detto che fosse giovine e bella?
— Giovine sì; della bellezza non ne so nulla... non se n'è parlato...
— Si vedono qualche volta?
— Raramente; egli la vede quando viaggia, ma viaggia poco: s'incontrano, ed è come se non fosse nulla fra di loro; si riconoscono appena. Tutte queste cose, io dico, non accadrebbero, se la società stupida e le piccinerie dell'anima umana non avessero reso impossibile l'amicizia schietta e palese fra un uomo e una donna; se, fuori del matrimonio, la malignità non vedesse sempre l'adulterio. Io sostengo che se è prezioso avere un amico fidato...
— Tanto più dolce sarebbe avere un'amica, alla quale poter affidare i pesi più delicati dell'anima, perchè ci aiutasse a portarli. Forse non hai torto; ma io penso a lei, a quella donna maritata, che alimenta una fiamma innocente, ma segreta; segreta, ma lontana... Ho degli scrupoli per essa. A te che ne pare?
Ermenegildo confessò candidamente che non vi aveva mai pensato.
— Ma non mi sembra che la cosa cambi... — disse.
— Io temo di sì...
— Lo temo anch'io...