LA PAGINA NERA

I.

Avevo il cuore turbato, ma la faccia ridente per ingannare Evangelina.

— Che hai? — mi disse vedendomi.

— Nulla; i bambini?

— Giocano.

Sorrisi meglio, e volli darle un bacio, ma a mezza via ella tirò indietro il capo per guardarmi negli occhi. Allora mi vidi scoperto.

— Che hai? — insistette; e la paura, entrando nel suo cuore di sposa e di madre, le faceva abbassare la voce.

— Nulla — ripetei. — I bambini giocano?

— Sì... Augusto! Laurina! — gridò la povera mamma.