— Quando un tegolo casca sul capo d'una persona di nostra conoscenza...
Io vidi sulla faccia della mia povera compagna qualche cosa che non m'aspettavo dal mio paragone spropositato; allora m'interruppi e dissi cambiando tono di voce:
— Via, non ti spaventare anche tu più del necessario; all'avvocato Marozzi è morto il figlio l'altra notte, ecco tutto... e ti dicevo appunto che non è una buona ragione...
— È morto di angina maligna? — interruppe Evangelina, che si era fatta pallidissima.
— Già, di angina maligna — balbettai; — ma venivo dicendo a me stesso che non è una buona ragione di spaventarsi tanto... che quando una tegola cade sul capo, mettiamo pure di un amico, non perciò esciamo di casa con la tremarella e abbiamo paura di tutte le grondaie.
Evangelina mi fe' cenno di star zitto, e stette in ascolto; dalla cucina e dall'anticamera giungeva fino a noi il chiasso del tamburo di guerra, interrotto con gran frequenza dagli ordini del generale. La disciplina non impediva all'esercito di unire ogni tanto la sua voce a quella del comando.
— Era un bel ragazzo — disse mia moglie fissando gli occhi nella parete — robusto, forte, ed è morto così?
— In pochi giorni...
— E i medici?
— I medici non ne capivano nulla, gli bruciavano la gola, gli davano del chinino; ieri l'altro stava meglio, ieri è morto.