— No — dicevo — è facilissimo; in principio sembra così, ma poi è cosa da nulla.

— Tu l'hai studiato?

— Altro che!

— L'hai studiato tutto?

— Tutto.

— Anche i verbi? Anche hic, haec e hoc? Anche dies, diei?

L'insistenza di mio figlio aveva un significato occulto. Più d'una volta con la sua geometria fresca fresca, o con la sua storia antica della vigilia, egli aveva colto in fallo la mia scienza; ora mi pigliavo la rivincita.

— L'ho studiato otto anni — rispondevo con sicurezza — e non me ne pento; quando l'avrai studiato otto anni anche tu...

Augusto m'interruppe:

— Allora, se ti dànno qualunque scritto in latino, tu lo capisci tutto?