«Quello è un padre di stampo antico, che non si fida del criterio del suo primo maschio, e vuole scegliergli lui stesso la sposa. Laurina ha un'aria tanto modesta, ed è così carina, che non si potrebbe fare una scelta migliore. Rimane a vedersi se a noi conviene il pretendente...».

L'incognito non era più che a pochi passi, e io, guardandolo alla sfuggita, vidi con uno sgomento nuovo che egli saltellava peggio di prima, e che avea preso una cert'aria civettuola e galante, facendo luccicare stranamente le pupille nella loro cornice di rughe e piegando la testa con un vezzo tutto suo.

Non volevo credere ai miei occhi; e mi bisognò pure arrendermi alla evidenza quando il vecchietto, passandoci rasente, spinse l'ardire fino a manifestare il suo incendio con un sospiro.

Proprio così: quello che io credeva un colonnello americano imbarazzato nel far testamento cercava forse un erede, ma lo voleva legittimo, e aveva messo gli occhi su mia figlia.

— È un matto! — dissi a Laurina in maniera d'essere inteso dallo strano pretendente, e attraversai il viale per cacciarmi fra le aiuole.

Speravo così d'avere sgominato il vecchio satiro, ma voltandomi poco dopo vidi che egli saltellava per raggiungerci da un'altra parte e pigliarci ancora una volta di fronte.

Intanto all'estremità del viale, un giovinotto bello e melanconico mi faceva addio con la mano, senza che io trovassi un accento per dirgli: — «rimani, tu sei la gioventù, tu sei la forza, tu sei l'amore; chiedimi oggi stesso la mano di Laurina, e Laurina è tua». L'audacia di un balordo stagionato mi toglieva la forza di trattenere il mio ideale.

— Affretta il passo — dissi a Laurina. Essa senza comprendere, mi secondò, e a me parve di averla sottratta a un pericolo, quando alla porta di casa vidi che l'incognito non aveva potuto seguire le nostre traccie. «Sia ringraziato il cielo — pensai; — l'asma lo ha tradito!»

— Chi era quel vecchio? — mi domandò un'altra volta mia figlia.

Io, per non ispaventarla troppo, svelandole il mio pensiero, le dissi che era un matto, che non poteva essere se non un matto.