Io non diceva nè sì nè no, ma a questo punto mi venne la debolezza di credere che il signor Libero de' Liberi, invece di aver fatto quella grande asineria che consiste nell'innamorarsi a sessant'anni di una fanciulla di sedici, stesse lì lì per commettere quell'altra di trascinare il suo prossimo in tribunale. E siccome, essendo così le cose, era mio stretto dovere di non negargli tutto il mio «valido patrocinio» e di accogliere con dignitosa gratitudine le sue parole di lode, gli staccai gli occhi di dosso un momentino per inchinarmi.
Non l'avessi mai fatto! Gli balenò sulle labbra un sorriso di trionfo, e dal modo con cui, senza nemmeno rispondere al mio inchino, si accomodò sulla seggiola, appoggiando il dorso alla spalliera ed accavallando una gamba sull'altra, io vidi che oramai si teneva sicuro della vittoria.
— Il mio negozio è intricato — ripigliò a dire con crescente disinvoltura — si tratta del mio futuro matrimonio.
Si cancellò dalla mia fronte fin l'ombra della condiscendenza che vi era balenata un istante; ma quell'uomo singolare non se ne avvide nemmeno e tirò dritto:
— Sissignore, si tratta del mio matrimonio, poichè sono ancora celibe. Dirà che all'età mia è un po' tardi; ma prima di tutto quanti anni crede che io abbia?...
Mi lesse in faccia che la risposta non lo avrebbe contentato, e si affrettò a togliermi con garbo l'arma che mi aveva messo sbadatamente nelle mani.
— Ho cinquantacinque anni, anzi non gli ho compiti ancora; li avrò fra un mese e sette giorni... Non credo che sia troppo tardi per pigliar moglie... nè troppo presto — soggiunse per rispondere forse ad un sorriso ironico che aveva visto sulle mie labbra. — Ho saputo aspettare io! Ne conosco più d'uno che a quest'ora è pentito di non avermi dato retta, e di aver avuto troppa furia di prender moglie, come se le ragazze da marito dovessero mancare... La leggerezza, signorini miei, guasta i nove decimi dei matrimoni; il mio non può andar a male... perchè vi ho pensato molto.
Ancora non avea messo innanzi la mia figliuola, e io poteva, senza commettere villania, cedere alla tentazione di dargli il fatto suo, e chi sa? fors'anche prevenire una discussione fastidiosa. Quand'egli si vantò d'aver pensato molto al suo matrimonio, io, senza ombra di malignità nell'accento, feci la mia timida osservazione:
— Forse troppo!
Fu come se gli avessi avventato una doccia fredda; rimase stordito alquanto, subito reagì, baldanzoso come un galletto.