— Le domando scusa, credo d'averci pensato abbastanza e niente più.
— Le domando scusa anch'io — entrai a dire con un magnifico accento da minchione che tante volte ho poi cercato inutilmente di imitare; — le domando scusa anch'io, ma con le persone che si degnano di richiedere il mio patrocinio, ho sempre avuto l'abitudine d'essere schietto. Non vi devono essere sottintesi fra un avvocato e il suo cliente; è la mia massima.
Egli m'interrompeva col gesto, io avevo infilato la mia dimostrazione, e non ero disposto ad arrestarmi fin che fossi andato alla fine.
— Prima d'entrare nei particolari del suo negozio, mi lasci esprimere alcune idee generali. Scopo del matrimonio è, o almeno dev'essere, la figliolanza; quando gli sposi sono giovani, hanno dinanzi l'avvenire; la prole nascitura, salvo impreveduti disastri, è al sicuro, perchè crescerà sotto l'occhio amoroso dei genitori, i quali avranno tutto il tempo d'invecchiare al servizio della felicità dei loro figli; passata una certa età, il matrimonio significa l'abbandono innanzi tempo delle creature stentate che si metteranno al mondo.
Vedendo l'inefficacia della sua mimica per troncarmi in bocca il periodo, il signor De' Liberi aveva preso bravamente il partito di lasciarmi dire, annotando con una fregatina di mani le parole che, secondo me, dovevano ferirlo nel vivo.
Quando io tacqui, egli non si affrettò neppure ad interrompermi, e solo dopo essersi fregato ancora una volta le mani mi disse, curvando il capo verso il pavimento e guardandomi di sotto in su in una maniera vezzosa:
— Posso parlare?
— Parli.
— Ecco — incominciò egli, imitando malamente la strana dolcezza del mio accento — ella può avere mille ragioni astratte, che al caso mio non fanno, per tante altre ragioni concrete che le dirò poi. Ripeto che ella può avere mille ragioni astratte, non dico già che le abbia. Dirò anzi, se permette, che non nè ha nemmeno una. Mi spiego. Che del mio matrimonio sia scopo la figliolanza, passi in rettorica, ma logicamente non può passare. La figliolanza è per solito la conseguenza del matrimonio, ed io desidero che il mio non faccia eccezione; ma lei non mi vorrà dire sul serio che i coniugi senza prole siano come chi dicesse i falliti del matrimonio, e che la loro unione riesca inutile. Io voglio pigliar moglie anche per avere dei figliuoli, ma prima di tutto perchè ho visto abbastanza del mondo da contentare tutte le curiosità pericolose per la vita domestica, e posso oramai aprire tranquillamente il cuore a un affetto vero e durevole. Piglio moglie perchè credo giunta per me l'ora di essere amato e d'amare; e il mio affetto non sarà cieco, anzi si vanterà d'essere intelligente. Se non isbaglio, ho qualche anno più di lei....
— Quindici — insinuai con garbo.