— Laura! Si chiama Laura?

— Si chiama Laura Antonietta Maria Eugenia, e non ha che sedici anni!

Pronunziai queste parole in modo che dovessero colpirlo, e per verità egli parve scrollato. Senza dargli tempo di riaversi, proseguii:

— Vedendola alla passeggiata, al braccio del babbo, quando giuoca alla signorina, può ingannare, ma è proprio una bimba; va a scuola e veste ancora la bambola di nascosto.

Mi ascoltava a bocca aperta; uscito dal primo stordimento, i sedici anni di mia figlia non lo scoraggiavano più; tutt'altro; pareva estasiarsi a ogni mia parola e ricominciava a farmi dispetto.

— Sedici anni! — balbettò quando io tacqui vedendo che le mie parole non facevano altro che solleticare la sua fantasia amorosa... — Sedici anni sono pochi... quando non sono abbastanza. Questa volta credo che bastino: come lei dice benissimo, la signorina Laura è molto sviluppata; vedendola alla passeggiata, non le si darebbero sedici anni soltanto... Sedici anni!... compiti beninteso... che significano diciassette pel giorno delle nozze. Ebbene in fede mia, tanto meglio: io non ho nulla in contrario!...

— Mi spiace di contraddirle — interruppi infastidito; — ma sono costretto a ringraziarla dell'onore che vuol fare a mia figlia...

— Un momento: non mi dica di no, senza lasciarmi parlare. Lei stesso poco fa diceva naturalissimo che io pigliassi moglie...

— Sicuro... e soggiungerò, se me lo permette, che nei suoi panni la vorrei stagionata.

— Mi scusi tanto, ma lei farebbe una corbelleria. Alla mia età non vi è altra scelta: o rimanere scapoli, o sposare una fanciulla, non dico proprio di diciassette anni...