— Manco male!

— Ma che non abbia passato i venti. Un matrimonio, come lo voglio fare io, ha tutte le probabilità di essere felicissimo; non si sono ancora ficcati dei grilli in una testina di fanciulla; non vi sono entrate delle opinioni storte, quasi non vi sono entrate nemmeno delle opinioni; è un terreno vergine, pronto a ricevere ciò che vi si saprà seminare. Io non costringerò già mia moglie a fare quello che mi piacerà, ma farò mia moglie come mi piacerà che sia, cioè a dire felice. E perchè una moglie sia felice, mi pare che debba essere affettuosa, modesta, casalinga e innamorata... del marito. Sbaglio? A diciassette anni è già una festa il solo entrare in possesso d'un mazzo di chiavi; giocando a far la padrona, la fanciulla si innamora della casa e si fa un'abitudine dell'amor coniugale. Una felicità così incominciata deve sfidare il tempo a dispetto dei teatri, de' libri e delle amiche; perchè, dica lei: che cosa mancava quasi sempre nei matrimoni andati a male? «Mancava il marito». Le abitudini, le curiosità, le irrequietezze dei giovani d'oggi fanno che nella maggior parte dei matrimoni il marito sia assente. La moglie abbandonata si dà per disperazione ai romanzi e alle amiche. E se una volta sbaglia, e per eccesso di disperazione si dà anche a un amico, di chi la colpa?... Sorride, signor avvocato? Segno che ho ragione...

— Lei non ha torto, lei dice delle cose piene di giudizio; ma io non posso rispondere altro se non che per ora ho tutt'altro per il capo che dar marito a mia figlia...

— Ebbene, aspetterò... posso aspettare.

Lo guardai in faccia come si guarda un portento, egli indovinò il mio pensiero e soggiunse:

— Non dico d'aver del tempo da buttar via, ma per farle piacere posso aspettare... Sentiamo, quanto tempo vuole che io aspetti? Un anno, due?...

— Si va fuori di strada, caro signore; io da lei non voglio nulla; se mi fa l'onore di chiedermi la mia opinione astratta in proposito del suo matrimonio, io glie la dò nuda e cruda. I ragionamenti con cui lei difende la sua causa sono speciosi, sono belli, fanno, come diciamo noi, effetto; ma a chi ne ricerca il fondo appaiono quello che sono: i sofismi dell'impotenza.

Quest'ultima parola per poco non lo fece andare in collera, e gli bisognò adoperare tutta la sua forza d'animo per respingerla pacatamente.

— Impotenza no... tutto quello che vuole, signor avvocato, ma impotenza, no; io sono nelle sue mani; maltratti me, se crede, ma non offenda le verità fisiologiche...

— Non ho voluto offendere la fisiologia, e se l'ho offesa senza saperlo ne chiedo scusa — proseguii: — le dicevo dunque il mio parere astratto; ed è che il matrimonio deve essere comunanza d'idee, di istinti, di bisogni, di aspirazioni, di sentimenti, cementata dall'amore. Le sproporzioni enormi di età creano quasi sempre un legame fittizio, in cui deve essere o tutto sacrifizio da una parte o tutta condiscendenza dall'altra...