Sono così occupati a interrogarsi negli occhi, che non mi vedono neppure, ed ho tempo di piegare a mancina.
Me ne vado per non disturbare quelle due creature semplici, che vanno cercando insieme una felicità ignota. Io le so tutte le bugie che va loro dicendo il cuore.
Perchè quella donnina bionda ha messo un fiore del prato fra tanti capelli non suoi? — Perchè l'ippocastano si è vestito di foglie, perchè il bruco deforme ha sfoderato le ali di farfalla.
La parola che trema in ogni labbro di giovinetta è l'amore; ma le mille voci della natura ripetono come nenia carezzevole un accento più profondo e più vero: — Mio figlio! Mio figlio!
Mio figlio! Tutta la vita è in queste parole; svelate alla famiglia il santo inganno dell'amore che la prepara, svelate alla società i cento inganni o generosi o stolti delle passioni, dei bisogni che la tengono insieme; che rimane? — Mio figlio!
VI.
Avevo fantasticato abbastanza; il pensiero ritornava alla mia casetta, dove mi aspettava un cuore di donna pieno di quell'inganno tanto dolce al mio cuore, e le gambe mi portavano frettoloso dove correva il pensiero.
Rividi passando la processione delle formiche, che si disegnava come un filo nero sulla sabbia lucente; rividi l'acacia discreta, il pioppo tremante, l'ippocastano enorme, e poichè era destino che io, così felice, dovessi quel giorno dare un'afflizione al mio prossimo, rividi anche il vicino del secondo piano, il quale se ne tornava a casa col suo passo invariabile. Che importa? egli probabilmente mi mandò al diavolo, ma io non v'andai, gli venni innanzi, infilai l'uscio di casa prima di lui, e feci i gradini a quattro a quattro non mi arrestando che sull'ultimo pianerottolo, dove per verità stentai a ripigliare fiato.
Mentre allungavo la mano per afferrare il pomo del campanello un tremendo pensiero venne a mozzarmi le aluccie d'oro che mi sentivo alle spalle: — Se non fosse vero niente, se io avessi fatto un sogno baldanzoso... — Di repente la porta mi si schiuse in faccia; mi apriva Evangelina medesima, Evangelina che si era levata da letto e mi aveva visto venire dal finestrino, Evangelina in cui io fissava gli occhi sospettosi ed inquieti.
— Sai? — mi disse sfuggendo al mio sguardo con un certo impaccio — sai? non era vero niente.