— Quanti anni ha il signore?
— Capisco che cosa vuol dire — rispose mio suocero; — ho infatti qualche anno più di lei; ma questo non fa nulla; non siamo ancora vecchi nè io nè lei, ma abbiamo intenzione di invecchiare; almeno io ce l'ho...
— Ce l'ho anch'io, ma col tempo... mentre lei, mi scusi...
— Io... scusi... alle ragazze di sedici anni ho rinunziato da un pezzo, e se dà retta a me, deve rinunziare anche lei.
Mio suocero, dicendo queste parole, non somigliava niente affatto a Laurina; aveva messo nella voce un piccolo tremito d'impertinenza garbata, e gli lucevano gli occhi nella cornice ispida di peli bianchi. Il signor De' Liberi fu impassibile.
— Vi rinunzio — disse con sussiego impagabile; — aspetterò che ne abbia venti.
Mio suocero ed io ci guardammo esterrefatti da quella minaccia; poi ridemmo senza pigliarci soggezione. Rise anche il signor De' Liberi, ma solo per farci smettere, poi proseguì:
— E siccome sono un galantuomo, oso sperare che il signor avvocato non mi vorrà chiudere le porte di casa sua come a un monello o a un nemico.
Che cosa rispondergli? Che al contrario le sue visite ci avrebbero sempre fatto piacere...
— Grazie — disse egli rizzandosi da sedere; — un'altra volta la pregherò di presentarmi alla sua signora; ora me ne vado...