— Sei venuta per portarmi la buona notizia?
Laura interrogò il marito con un'occhiata, appoggiò le labbra all'orecchio dell'infermo, e noi vedemmo la faccia del nonno trasfigurata dalla gioia.
Non disse nulla, chiuse gli occhi per assaporare la nuova felicità, e non lasciò andare la mano di Laurina.
— Come ti senti? — domandò Laura, quando egli finalmente si decise a riaprire gli occhi.
— Sto bene, licenziate i medici — mormorò con voce spenta; e parve addormentarsi.
Laura stette lungamente immobile, non osando togliere la propria mano da quella stretta amorosa, finchè il nonno non l'ebbe rallentata. Allora ci venne incontro lacrimando.
— Che cosa gli hai detto? — domandai; e aveva anch'io un filo di speranza dinanzi agli occhi.
— Ho dovuto ingannarlo — rispose Laurina. — Povero nonno!
— Era necessario! — aggiunse mio genero.
— Hai fatto bene! — disse Evangelina.