— È finita! — dissi un giorno — se vogliamo avere un nipotino, non ci rimane altro scampo che pigliare con le buone Augusto, e farlo cadere in un tranello.

— Che sarebbe a dire...

— Dargli moglie!

Era una buona idea anche quella. Perchè mai Augusto non pigliava moglie? Forse non vi pensava, e basterebbe dirglielo. Quanto a farci nonni, non vi poteva essere ombra di dubbio ch'egli spiccierebbe il negozio alla lesta. Già, io aveva sempre sospettato un po' di mio genero, e cominciavo a mettere tutta la colpa addosso a lui. Mia figlia non era capace di comportarsi così; aveva avuto ben altri esempi in famiglia; una delle sue bisnonne aveva messo al mondo sei figli: l'altra nove, due dei quali gemelli.

— Quel tuo dottore... — dissi, terminando le riflessioni ad alta voce.

— Perchè mio? — domandò Evangelina.

— Perchè io non lo voglio; quel tuo dottore mi era sembrato troppo lungo, non avevo torto; è una pianta venuta su all'ombra...

Ma mentre noi ne sparlavamo a questo modo, nostro genero aveva fatto di tutto per contentarci; senonchè ingannato da certi falsi indizi e dalla propria scienza medica profonda, non si avvide d'essere padre se non quando la sua paternità avrebbe cavato gli occhi ad un cieco.

La natura si diletta talvolta a fare simili gherminelle alle mogli dei professori di medicina.

Il primo pensiero del dottor Lelli fu di avvisare il suocero e la suocera con una lettera piena di dubitativi.