«Se... ma... però... potrebbe essere...» ecco il sugo dell'epistola, la quale finiva minacciando a mia figlia un consulto.

— Te li figuri tu i professori della facoltà medica di Pavia, tutti intorno a nostra figlia? Quel disgraziato tratta sua moglie come un caso patologico... perchè non raduna addirittura un congresso?

Glielo domandai in persona il giorno successivo:

— Perchè non raduni addirittura un congresso? Guarda... fammi il piacere... guarda...

Laurina mi fuggì di mano, e io le corsi dietro per raccomandarle di non correre.

Mio genero rideva con grande indulgenza; ed Evangelina si asciugava una lagrima di nascosto.

— Perchè piangevi poco fa? — le chiesi.

Non me lo volle dire, ma io indovinai.

***

Viaggiando il giorno dopo col treno omnibus, notai in me due sentimenti opposti: il rammarico di abbandonare Pavia, e l'impazienza di arrivare a Milano.