— Io devo passare di qui.
— Io di qui. Arrivederci...
— Fra quanto?
— Fra un paio d'ore.
Ci separammo alla cantonata della via traversa.
Avevamo conservato un'abitudine d'innamorati e di sposi: quella di voltarci, e benchè oramai vecchi, non isbagliavamo mai il momento.
Mi voltai proprio quando essa si voltava, e dandole quell'ultimo saluto silenzioso (ne chiedo scusa alla gente seria) trovai alla solita tenerezza il sapore leggermente amaro del mio piccolo inganno.
Sì, perchè io aveva detto una bugia, e invece di andare al tribunale, mi avviava semplicemente al cimitero.
Non avevo voluto mettere delle idee melanconiche in capo a mia moglie; essa probabilmente si sarebbe ostinata a volermi accompagnare in quella visita a suo padre, ed io sapeva per esperienza come queste visite andavano a finire.
Quanto a me, mi sentiva forte; poteva assaggiare la malinconia senza timore che mi desse al capo, come per lo più succede: e poi da un pezzo non visitavo più quella tomba... chi sa di quanti seccumi bisognerebbe mondare il rosaio? Camminavo a passo celere, ora che Evangelina non mi poteva più vedere.