Il latte non tornò, e il poppatoio non entrò nelle grazie del bimbo.
La gran parola fu detta, ed Evangelina l'udì come l'eco di una voce che già aveva suscitato a tumulto il suo cuore di madre, l'udì lagrimosa, ma rassegnata.
— Bisogna procurargli una balia!
Avevo inteso dire molto male di queste disgraziate madri, che il più delle volte abbandonano i propri figli ad altre donne, per allattare i figliuoli dei ricchi.
— Calunnie! — pensai — bisognerebbe invece dir male della società, che le riduce a campare a prezzo del sentimento materno; e poi ne troveremo una che abbia perduto davvero suo figlio, e a cui paia di ritrovarlo nel nostro Augusto.
Ma questa idea, che consolava me, non andava a versi di Evangelina; il soverchio amore di una nutrice prezzolata offendeva l'amor suo; non me lo diceva, anzi mi assicurava il contrario, ma io vedevo benissimo che essa preferiva una balia piena di latte e di pazienza, e un tantino indifferente. Se avesse osato esprimere tutto il suo pensiero, mi avrebbe detto — e io l'intendeva come se lo dicesse davvero: «Gli dia pure il latte, posto che non so dargliene io; ma non gli voglia bene come una madre, perchè a questo basto io sola».
Dopo essere andato a raccomandarmi al medico, alla signora Geltrude, al farmacista del canto della via, ed avere avuto da tutti e tre la promessa di una balia pel domani, tornando a casa mi grattavo l'orecchio, d'onde erano entrate tre paroline del farmacista.
— Vuole una balia che rimanga in casa con loro? — mi aveva detto.
— Sicuro — avevo risposto — mia moglie non potrebbe separarsi dal piccino.
E il savio farmacista aveva soggiunto che mia moglie era da compatire, che anzi faceva benissimo, perchè quando si può è meglio.