Non le lasciavo finire la frase; le chiudevo la bocca con un bacio, la costringevo a fare per la camera un giro di valzer, e se non bastava ancora, me la pigliavo in braccio come una bambina e la portavo per tutte le stanze del nostro appartamento, che erano quattro, senza contare un bugigattolo per la fantesca. Finiva col ridere.

Mia moglie non era leggiera, ed io non la deponeva mai a terra senza protestare che per un uomo come me il peso di una moglie come lei era sufficiente, e per carità non istesse a mettermi sulle spalle un marmocchio che non conoscevo.

Beffavo la mia prole futura allegramente; avrei fatto di peggio; non mi sarebbe spiaciuto di sembrare un padre snaturato, tanto per mostrarmi a lei quello che ero per davvero: un marito esemplare.

Con queste arti mi riuscì di persuaderla che il meglio che le rimanesse a fare era di mostrarmi la sua faccia gioconda, e di allietarmi la vita col lume dei suoi occhi sereni.

E una volta mi disse:

— È proprio vero che tu non l'hai desiderato mai?

— Chi?

— Tuo figlio.

— Mai — risposi solennemente.

Essa inorridì per celia; poi tirò innanzi.