— Io m'era proprio messa in capo che tu lo aspettassi, che non potessi più far di meno di lui, che lo amassi più di me... e ne ero gelosa.

— To'! — esclamai — se non era nemmeno concepito, come lo poteva amare?

— È quello che pensavo anch'io: come fa ad adorare un nascituro, che non vuol nascere, solo perchè nascendo dovrebbe essere suo figlio? In fin dei conti è uno sconosciuto. E pure ti guardavo di nascosto, ti vedevo pensoso e dicevo dentro di me: «Vi pensa, non sa darsi pace, lo adora!».

Povera Evangelina! Mi amava proprio.

Amava anche l'ordine, anzi qualche cosa di più dell'ordine, la simmetria; poichè non bisogna confondere queste due virtù domestiche. L'ordine può essere un abito; la simmetria è un sentimento, ed è sempre più severa.

Per comprendere quanti piccoli sacrifici mi fosse costato l'accontentare quella simmetria tiranna, bisogna essersi trovati a metter su casa con una borsa magra ed aver avuto dinanzi agli occhi quattro pareti, in cui decentemente non potevano stare che quattro quadri od otto, mentre voi avevate la mezza dozzina giusta.

Basta, mia moglie amava prima me, poi la simmetria, ed io sosterrò in faccia a tutti che essa aveva collocato bene i suoi affetti, almeno rispetto alla simmetria. Quando mi conduceva misteriosamente per mano in una stanza, e mi abbandonava poi al mio stupore dicendomi: — Guarda — ed io guardavo e non vedevo nulla, e finalmente vedevo e mi stupivo che ella avesse trovato modo di migliorare una simmetria che pareva perfettissima, allora non tralasciavo mai di dirle: Brava!

Talvolta soggiungevo: — Vedi un po' queste sei seggiole disposte così bene, due ai capi della tavola, quattro a farsi riscontro nelle pareti; non ti hanno l'aria di avere un intendimento e di obbedire ad una intelligenza tacita? Muovine una, e l'intelligenza che le anima se ne va, le seggiole ridiventano niente più che seggiole; e pazienza se fossero di un legno prezioso e foderate di damasco, ma sono di noce e hanno il fondo di paglia.

Evangelina rideva, perchè era contenta; ed io tiravo innanzi:

— Se quel monello che a quest'ora doveva essere al mondo si decidesse mai a venire per davvero, sai tu la bella prodezza che imparerebbe col tempo?... Imparerebbe a tormentare la tua simmetria, a cacciarla di casa come fanno certi artisti che conosco io, i quali, invece di dipingere dei bei quadri o scrivere dei buoni libri, trovano più comodo di passar per genii, facendo la guerra agli istinti da borghesuccio, al convenzionalismo ed ai sentimenti comuni.