— Mi pare abbastanza..., molto veramente no — risposi con sussiego, ed ebbi gusto di vedere che quella mole contadinesca si lasciava prendere e cominciava a non saper più come pensare dei fatti miei. Mandava in giro certe occhiate scrutatrici piene di un'incertezza deliziosa.
Poi si rinfrancò e proseguì, contando sulle dita:
— Due abiti ogni stagione, gli orecchini, il medaglione d'oro, e l'argento nuovo in testa... niente altro...
— Non avete dimenticato nulla?... — dissi alzandomi da sedere.
— Che sappia io, no — fu la risposta ingenua.
— Quand'è così, siamo intesi, proseguii.
— Sì... Proprio?... Devo venire domani?... Vuole che dia un po' di latte al piccino?
— No, non importa, siamo intesi, noi penseremo e vi faremo dare la risposta dal farmacista.
Benedetta Corti cadde dall'alto, e non si fece male; sorrise, salutò con grande inchino mia moglie, e si avviò solennemente, empiendo della sua presenza ognuna delle nostre quattro stanze. Sull'uscio si volse, mi raccomandò di conservarmi e sparve.
Ero contento di me, e corsi a portare una risata allegra al capezzale della mia Evangelina.