Ed io, pigliando mia moglie per un braccio, la ritrassi con dolce violenza dal davanzale, richiusi le vetrate con una mano, trattenendo con l'altra la madre sconsolata.

— Evangelina — dissi.

— Epaminonda!

— Che hai?

Sorrise melanconicamente; aveva l'aria di dirmi che me lo potevo immaginare quello che aveva.

— È andato — soggiunsi — non va lontano, potremo vederlo spesso, tutte le settimane, anche tutti i giorni.

Evangelina non mi dava retta; mi aveva seguìto nel mio studiolo senza resistere, e mandava in giro per la stanza uno sguardo attonito e spento.

— Dov'è Musocco? — mi chiese all'improvviso.

— A pochi chilometri dalla porta; ci si va in dieci minuti con la strada ferrata; a piedi, lo hai inteso tu stessa, sono quattro passi; e li vogliamo fare allegramente più di una volta... domani, se vuoi.

Evangelina non badava a me, si era accostata alla parete dove era appesa una carta geografica dell'Italia e cercava Musocco.