Ah! Musocco mancava! il geografo, che aveva disegnata quella carta non aveva un bimbo a Musocco.

— Dev'essere qua — diss'io, correggendo con la matita la dimenticanza del geografo — vedi, ecco Rho, ecco Milano; Musocco è in mezzo.

Evangelina guardò il punto che la matita aveva lasciato sulla carta, poi guardò me, e si provò a sorridermi.

— Fa freddo — balbettò.

Faceva freddo nelle nostre stanze abbandonate.

X.

Sveglio da un'ora, avevo già interrogato nell'ombra tutte le fisionomie note della nostra camera solitaria; ed erano tutte meste perchè la culla era vuota.

Mi abbandonavo alla mia melanconia liberamente; Evangelina dormiva.

Appena essa fu desta, perchè non mi leggesse in fronte le idee nere, e non ne provasse il contagio, entrai a dire con voce allegra:

— Evangelina mia, si va a Musocco stamane?