— Gli voglio già bene, povero angioletto.

Povero angioletto! aveva proprio l'aria d'essere contento; ci guardò sbigottito, mi parve che ci sorridesse; niente altro.

Poi mostrò d'avere appetito; e Marianna se lo attaccò al seno.

— Hai mangiato tanto poco fa — gli disse — ma non importa, to'...

Augusto nascose le faccetta rossa nel seno della nutrice, e si addormentò. L'appetito era un pretesto.

— È furbo! — disse Marianna — io me ne sono già accorta.

E non so perchè, mi sentii tutto consolato all'idea che mio figlio fosse tanto furbo.

Non avevamo tempo da perdere, volendo approfittare del treno; senza abbandonare il piccino, visitammo la stalla dove Marianna ci presentò la giovenca bianca. Il cavallo era andato con Giuseppe.

— Peccato! — disse Marianna.

— Sarà per un'altra volta — risposi per consolarla.