In salotto ne trovammo un'altra: un uomo di aspetto massiccio, solenne, un fittaiuolo della bassa, che aveva un caso complicato da espormi e non se ne voleva andare senza avermi consultato.
Me lo feci dire due volte: avevo una gran voglia di chiedergli come mai avesse fatto a conoscere il mio nome ed il mio recapito, ma pensai che bisognava «rispettare i segreti della gente», e resistei come un eroe.
— Favorisca — gli dissi con molto sussiego; e lo precedei grandiosamente nel mio studio; quando vi fu, lo pregai d'aspettarmi un momento finchè mi fossi tolto il cappello e il pastrano.
Ma non mi tolsi nulla, buttai tutto all'aria; e alla mia Evangelina sbigottita annunziai con un bacio sonoro una scoperta che avevo fatto allora.
— Il cielo — le dissi — fa le sue cose per via di compensazione; dov'è un gran dolore, mette subito una gran gioia.
— Qual gioia? — chiese.
— Dunque non l'hai conosciuto? È lui, ti dico, è lui: il primo cliente!
CORAGGIO E AVANTI!
I.
— Ed ora va — mi disse mia moglie — non farlo aspettare.