— Venanzio Solera è la clientela. Solera contro Magni è l'impresa della mia vita.
Allora Evangelina, facendosi rossa in viso pel piacere, battè le mani ed entrò in metafora anche lei.
— Venanzio Solera ci empirà la guardaroba di bella biancheria con le cifre; Venanzio Solera metterà una bella tavola di mogano in salotto, un attaccapanni di rovere in anticamera, tanto bel rame lucente in cucina. Non è vero che farà tutto questo?
Io aveva preso i biglietti di banca che erano sulla scrivania e li venivo contando con molta freddezza d'animo; alla domanda singolare della mia Evangelina sorrisi, ma proseguii a contare, e solo quando ebbi finito risposi tranquillamente:
— Sì, credo anch'io che Venanzio Solera abbia questa missione in terra, e chi sa?... egli farà forse di meglio.
— Che cosa? — domandò mia moglie, che trovava gusto ad anticipare col pensiero tutte le prodigalità della mia clientela.
— Per esempio — risposi — ci allargherà la casa; cinque stanze sono veramente troppo poche per un avvocato, ce ne vogliono almeno nove, e non sarà male che l'abitazione abbia due ingressi sul medesimo pianerottolo, per uno dei quali passeranno soltanto i clienti...
— E ci si metterà tanto di scritta: Avvocato Placidi... di porcellana o d'ottone.
— Meglio di porcellana... è meno comune.
— Meglio d'ottone... — disse Evangelina — è meno fragile. Un bel giorno poi — soggiunse — per l'anniversario del nostro matrimonio, mi regalerà una bella macchina da cucire...