In quel punto rientrava Evangelina.
— Vieni qua — le disse suo padre, aprendo le braccia con un gesto teatrale.
L'abbracciò e baciò in silenzio, poi la spinse verso di me perchè io facessi altrettanto.
— Il primo passo è fatto — soggiunse il padre contento — coraggio e avanti! Ed ora parliamo del piccino... È un bel paese Musocco? La balia è bella? Augusto ne è soddisfatto? E non ha sofferto troppo non vedendo più il nonno?
Vide negli occhi di Evangelina un luccichìo sospetto, e soggiunse abbassando la voce ed accarezzandole il viso:
— L'aria dei campi gli farà bene!
II.
Coraggio e avanti!
Dopo Evangelina mio suocero, e dopo mio suocero qualcuno dentro di me venne ripetendomi in ogni ora della vita: «Coraggio e avanti!».
Ah quanto bene mi fecero queste dolci parole! A noi piace prefiggere un termine ai nostri sacrifizi per aiutarci a sopportarli. Diciamo volentieri: porterò il mio fardello fin là, poi camminerò libero e spedito; e così aveva detto anche io. Facendo il mio piccolo sacrifizio quotidiano, già aveva pensato: «Ancora uno oggi, e un paio ancora domani e doman l'altro, la sorte farà il resto, mi manderà un cliente!».