— Corrono molte voci nel mondo che nessuno ha mai udito: la voce del popolo, la voce di Dio, la voce della coscienza, eccetera; invece non si sente mai dire: la voce della minestra, la voce dell'arrosto, come se non parlassero ogni santo giorno, non escluse le vigilie, ad ogni uomo digiuno. Non ho io ragione?
— Hai ragione — mi rispondeva Evangelina — ma bisognerà tornare presto a trovarlo; è necessario che egli si avvezzi fin d'ora a vederci, a conoscerci, a volere un po' di bene a noi, che gliene vogliamo tanto.
Parlava di lui, ed io che non aveva cessato un momento di pensarvi, mi rifacevo grave per dire:
— Lo svezzeremo presto e lo toglieremo da balia. Fino a che età poppano i bimbi? Lo sai tu?
— Secondo i casi — rispondeva la povera mammina sospirando — fino a un anno e mezzo; ve n'è di quelli che vogliono il latte fino a due anni, magari fino a tre.
«Il nostro non sarà di quelli — sentenziava il padre, baldanzoso in apparenza, sgomentato in fondo. — Intanto hai ragione, bisogna andar spesso a vederlo; è necessario che egli impari a volerci bene».
***
A quel che bisognava fare non mancavamo davvero; l'ottima Marianna non doveva avere più nemmeno una settimana di sicurezza, sapendo che da un momento all'altro le potevamo capitare alle spalle e coglierla in flagrante reato di disamore alla nostra creatura, ma non perciò si sgominava o smetteva il suo bel riso; aveva anch'essa il suo talismano: voleva un gran bene ad Augusto.
— È proprio come se fosse mio — diceva per rassicurarci; e a queste parole ingenue io, da un piccolo tumulto che seguiva dentro di me, indovinava una battaglia nel cuore di Evangelina.
— È furbo — asseriva talvolta la vezzosa balietta — sa farsi voler bene; quando vuole poppare, le sa ben lui le piccole moine... è proprio pieno di malizia. Io dico che diventerà qualche cosa... perchè ha talento.