— Ma ciò che non può fare mio figlio, lo farò io stesso, se lei mi aiuta: sarò io il padre di quella creatura innocente.

— Lei?

— Sì, proprio io. Può essere che quando quella donna abbia visto andar a male la commedia, rinunzierà all’idea di abbandonare la sua bambina; ma se è davvero determinata a lasciarmela, io me la piglio, come è vero che le parlo.

— Oh! mormorava Sofia commossa.

— Non mi stia a lodare troppo; non creda nemmeno che io sia molto generoso... tutt’altro forse... se guarda bene alla mia generosità ci troverà un po’ di egoismo.... A lei posso dir tutto. Ho paura che quella donna si penta della proposta che ha fatto e non voglia accettare la mia... Allora addio il mio avvenire... giacchè se quella madre si decide ad abbandonare sua figlia, avrò anch’io un avvenire.

Sofia strinse in silenzio la mano del cieco. Mattia proseguì:

— Mi dirà: che posso fare io? Glielo spiego: venga a stare colla mia bambina; tenga il luogo della madre... Vuole?... Non mi risponda subito.... ci pensi.

Ma Sofia non ci pensò nemmeno; sapeva che la riflessione non avrebbe potuto aggiungere una parola alla risposta che la pietà aveva già scolpito nel suo cuore.

— Sono pronta, disse tranquillamente.

Quando ebbe fatto questa promessa, volle pensare a tutte le conseguenze per sè e per i suoi; ma il cieco, come per non dar tempo ad un pentimento, disse tre volte grazie.