— Ora stia a vedere come so scrivere ancora, disse il cieco appoggiando la mano sul foglio; non cancello nulla?... No... Ed ora guardi...

— “Mattia Bondi!„ pronunziò Sofia; ma benone!

— È scritto chiaro? Si legge bene? È un po’ di sghimbescio, forse?

— Ma no; ma no; un pochino appena...

E il vecchio artista si rallegrò ingenuamente di aver scritto il proprio nome un po’ di sghembo, ma in modo leggibile.

Quando Sofia ripassò nell’anticamera per tornare a casa sua, Tito, che l’aspettava, le venne incontro.

— Grazie, ripetè; grazie; io so già quale risposta ha dato a mio padre.

La ragazza sorrise melanconicamente nell’interrogare:

— Come lo sa?

— Lo so perchè la guardo. Lo so perchè da molto tempo ho imparato a leggere nell’anima sua. Dunque lei verrà?