Sofia non rispose subito; diede tempo ai propri sentimenti di ricomporsi, poi disse semplicemente:

— Vado a casa per dirlo a mio padre; poi vengo.

— Crede che babbo Salvi non si opporrà?

— Spero.

La fanciulla scese le scale e infilò l’uscio della portineria senza voltarsi a guardare il giovine rimasto sul pianerottolo.

XIII.

Sofia era al suo posto. Poteva dire che tutto era preparato intorno a sè per ricevere la bambinella inferma; la quale verrebbe al mezzodì, quando Tito doveva salutare i monti severi del lago di Lecco, la Grigna, il Barro, il San Martino.

Andando e venendo per la nuova casa piena di luce, Sofia ne pigliava possesso, mentre il vecchio si aggirava nel buio, fermandosi ogni tanto di fronte al pendolo a contare i secondi.

Sofia lo aveva trovato più volte in questo atteggiamento, prima di dire:

— Mezzodì sta per sonare; senta...