Mattia non aspettò nemmeno che il pendolo avesse battute le dodici; al primo scatto, disse scoraggiato:
— Sapevo bene che non sarebbe venuta.
Ma in quel punto Tomaso portò una lettera.
— Di lei! annunziò la ragazza.
— Mettiamoci a sedere, disse Mattia, non sperando più nulla di buono; e Sofia, stando in piedi in faccia a lui, lesse:
“Uomo generoso. Perdoni ad un’infelice se non viene all’ora indicata; essa accompagnerà la bimba prima di notte. Se la porta del giardino che mette sulla strada sarà aperta, Bianca entrerà. Oh! potesse la disgraziata madre baciare la mano che proteggerà la sua creatura! Ma ne morrebbe di vergogna... Grazie, grazie, grazie.
“Cesira.„
— Sta bene, aspettiamo ancora; disse Mattia; e dopo un momento di silenzio: lei, Sofia, che cosa ne dice?
Interrogata così, la giovinetta disse che lei se lo aspettava. — Che cosa si aspettava? — Si aspettava che quella donna non volesse venire al mezzodì. A quell’ora sarebbe stata veduta, e la cecità dell’uomo generoso non la metteva al sicuro dagli altri occhi.
— Può essere, ripetè Mattia, può essere.