La sciagurata madre si mostrò. Teneva il capo curvato sul petto e un fitto velo le nascondeva la faccia; appoggiò le mani sugli omeri della piccina, che si voltava a guardare ingenuamente.

— Cesira! ripetè Mattia.

— Sono qua.

— Mi dia la mano, proseguì il cieco; così mi parrà di vederla.

Cesira sussultò a queste parole, e scorgendo Sofia che si teneva in disparte, fece l’atto di voler fuggire; ma si accontentò di assicurare il velo nero, e porse una mano tenendo con l’altra sua figlia come per difendersi o per difenderla.

Sofia notò che tutto questo era fatto con atteggiamenti teatrali; e notò ancora che la piccina continuava a guardare curiosamente.

Il cieco si era commosso nello stringere la mano di quella donna, che, potendo fare una felicità grande, non aveva voluto. Le parlò con benevolenza:

— Lei mi ha scritto d’una sventura; ma non mi ha detto quale sia. Se volesse dirmelo, se si potesse ancora rimediare....

Il cieco aspettò una parola, che non venne.

— Non me lo vuol dire?...