— Me ne vado a letto; anche lei avrà bisogno di riposare. Buona notte.

— Io l’accompagno, disse Sofia mettendo la mano in quella del vecchio.

— Non si muova: Bianca potrebbe svegliarsi... Io so la mia strada, non posso sbagliare. Solamente, ho bisogno di un bacio... me lo dia.

Sofia si rizzò in punta di piedi per baciare il vecchio sulla guancia, e Mattia, contento, si avviò diritto all’uscio che aprì senza far rumore.

— Buona notte, disse ancora.

La ragazza, senza pensarvi, volle fargli lume; ma appena si fu affacciata al lungo corridoio, vide seduto in un canto... chi mai? Tito in persona. Egli le faceva cenno di star zitta; intanto Mattia continuava imperturbato la sua strada, tastando colla bacchettina la parete. Quando il cieco fu entrato nello studiolo, Tito si levò e corse a Sofia.

— Me la faccia vedere, disse.

XIV.

Dov’è mammina bella? aveva chiesto Bianca, nello svegliarsi; e per molti giorni questa domanda era tornata ogni tanto, fra le chiacchierine, ma senza ansia nè sgomento.

E ogni volta Sofia rispondeva prontamente, per paura che la piccina maliziosa si accorgesse che Mattia e Tito stavano troppo zitti.