Diceva: “Mammina bella verrà presto; ha mandato a dire che sta bene, che si diverte, che è contenta, e che vuol sapere se sei contenta anche tu.„
— E tu che cosa gli hai risposto? che io sto bene, che la tosse non mi è più venuta, che mi piace tanto stare con voi, che tu sei la zia, che questo è il babbo, e che questo qui è il nonno.... e che io faccio la bambina buona...
— Proprio così...
E la zia, poi il babbo, il nonno in ultimo, si stringevano al petto quella testina intelligente.
Come aveva detto la bimba, tutti avevano subito imparato la loro parte. Sofia confessava a sè stessa che si sentiva tanto bene, occupata nelle nuove cure, e che così i pensieri non si affollavano troppo alla sua mente; Mattia, cieco ed avariato come l’avevano ridotto il tempo e la disgrazia, dava molti punti ai più giovani e più sani nel far la parte di nonno. Dalla sua bocca soltanto s’udiva la celia meravigliosa per far aprir tanto d’occhi alla bimba; ed era poi còmpito del babbo distruggere ciò che la meraviglia aveva fatto per la fantasia, colla spiegazione naturale e vera che educasse il criterio.
Quanto al cuore, se non ci fosse stato altri, bastava la zia. Non aveva essa la missione in terra di amare tutta la gente che soffriva, o che le sembrasse minacciata dal dolore?
Questa domanda era stata fatta sottovoce un giorno da Tito, mentre il nonno si teneva sulle ginocchia la piccina, e le andava empiendo la testa delle cose stupefacenti che avrebbero fatto insieme più tardi, quando la nipotina avesse avuto sedici anni, e il nonno fosse guarito dalla cecità.
Sofia fissò gli occhi in volto al giovine. Non disse parola. Ma rimase nell’anima di Tito un turbamento che egli non seppe spiegare a sè stesso, come se in quell’occhio sereno ma supplichevole avesse visto un proposito. Quale? Ci pensò senza venir a capo di nulla; ma in quest’indagine trovò la via per guardare attentamente nel proprio essere.
Sembrava che la figliuola di Cesira imponesse a lui un dovere senza molto concedere in cambio, e una sera lo disse con amarezza, mentre la bimba dormiva sulle ginocchia del nonno.
— A te, babbo, a lei, Sofia, è facile amare questa buona bambina; non è vostra; siete tutti e due ispirati dalla pietà; ma a me no, non è facile, ve lo dico io. Quando mi viene la tentazione di amarla molto, ci è qualche cosa che mi trattiene; ed è... non lo indovinereste mai... è l’idea che può essere... mia.