— Ti dico che ti vuol proprio bene; ti dico che è innamorata di te. Mi sembra che ti dovrebbe bastare. Aspetteremo ancora domani; poi...
— Poi?
— Poi faremo qualche cosa; immagino che potremo fare qualche cosa, per farla decidere.
Il domani passò senza portare nessun altro avvenimento fuor che una più profonda mestizia di Sofia, e una letterina che Bianca aveva voluto scrivere alla mamma.
La missiva fu letta forte dalla bimba prima di essere mandata. Diceva:
“Mammina bella.
“Io sto bene in questa casa; tutti mi vogliono bene, ed io ne voglio tanto a tutti. Tu mi avevi insegnato a scrivere l’alfabeto; la zia Sofia mi ha insegnato anche le parole, e questa prima lettera è per te, mammina cara. Ora so anche contare fino a cento, e tornare indietro, che è molto difficile. Io ti aspetto tutti i giorni, e tu non vieni mai. La tosse se n’era andata, ma l’altro ieri mi è tornata; poco poco. Ti mando molti baci e i saluti della zia Sofia, del babbo Tito e del nonno cieco. Sai? Non ci vede proprio. Scrivi presto.
“La tua piccola Bianca.„
Quella letterina fu uno spiraglio di luce per Mattia.
— Sei stata proprio tu a scrivere così bene? domandò accarezzando il visino contento.