— Addio!
Sofia si arrestò su per le scale, per asciugarsi gli occhi.
Tonio si avviò di buon passo a scuola. Camminando colla testa eretta come un conquistatore, non tremava una fibra della sua faccia melanconica; ma gli erano cadute due lagrime sulle guance, ed egli non ci badava nemmeno. Ci badava la gente, che lo vedeva passare con quell’aria spavalda e colla faccia bagnata di pianto.
XVII.
— Che ci è di nuovo? domandò Sofia al servitore.
— Ci è suo padre; è in salotto che aspetta da un bel poco.
Infatti babbo Salvi andava su e giù nella sala. Sua figlia lo arrestò.
— Sei qui solo?
— Non sono sempre stato solo; la tua Bianca mi ha fatto tante ciancine; è stato anche qui il signor Tito, un momento, perchè ha dovuto andar via per affari.
— E il cieco?