— Dice tante cose; dice, in sostanza, che Cesira può opporsi al riconoscimento.
— Ma non si opporrà di sicuro...
— Lo credo anch’io; ma il Tribunale vorrà il consenso accertato... ora noi non sappiamo nemmeno dove sia andata... quella donna.
Lasciando che suo figlio sfogasse il proprio rammarico contro la sorte e contro il Codice, il cieco intese che era il momento di far l’ultima mossa; e perciò disse a Tito: “aspettami.„
Difilato, come se gli si fosse rischiarata la strada, andò a picchiare alla porta della cameretta di Sofia.
— Io sono ancora qui, figliuola cara... per assicurarle in coscienza che lei può dire a Tito la parola tanto aspettata; gliela dica subito, che se lo merita... Ma che ci è di nuovo? Che cosa ha Bianca?...
— Dopo aver fatto un po’ di calligrafia, si è sentita male; ho voluto che si buttasse sul letto, ed ora sembra che stia meglio.
— Sì, sto bene, nonno caro, balbettò Bianca col tremito della febbre.
Il cieco toccò le mani e la fronte della piccola ammalata, le accarezzò il visino infocato: “Non è nulla,„ disse. Scostandosi dal letticciuolo, e come parlando a sè stesso, aggiunse:
— Non ci mancava altro! Povero Tito! — Tito! chiamò forte.