— Dov’è?
— È di là, gli ho detto di aspettarmi.
— Vuole che vada io?
— Sì, vada lei.
La giovinetta attraversò il lungo corridoio come una smemorata. Ricercava le parole migliori con cui annunziare il febbrone di Bianca, e non ne trovò una che non fosse brutale.
— Dunque? disse Tito pigliando le mani della fanciulla, e guardandola fissamente negli occhi pietosi.
— Sì, tutto quello che vuole, tutto quello che vogliono; io non ho più volontà.
— Invece ne devi avere una per imparare a volermi bene, chè non me ne vuoi ancora.
— Oh! non dica così...
— Non lo dirò più, ma l’ho pensato tante volte. Dunque, è inteso? Non ti pentirai?