— Spero di no; per pentirmi bisognerebbe battagliare ancora, ed io ho già combattuto tanto. Non combatterò più, glielo prometto. Ma lei pure mi prometta che se fra un mese si pentisse...
— Dunque è inteso?... interruppe Tito.
— È inteso che se lei fra un mese mi vorrà ancora, io sarò la sua sposa. Per tutto un mese saremo gli amici di una volta. Vuole?
Tito rispose avventando un bacio, che andò a cadere sui capelli della ragazza.
— Ora venga con me, a vedere Bianca che sta male...
— Che cosa ha?
— Ha un po’ di febbre; ma non sarà nulla...
— E il medico?
— L’ho fatto chiamare; verrà fra poco; non si sgomenti. Vedrà che la guariremo.
Disgraziato Mattia! Egli non aveva potuto leggere nel volto di suo figlio la gioia repressa da uno sgomento; tentava di indovinare il senso di quell’accento carezzoso con cui Tito veniva parlando alla piccola ammalata, ma il silenzio di Sofia non le pareva naturale; volendo sincerare il dubbio, se ne andò nella sala attigua, e di là chiamò forte: Sofia! La giovinetta corse a lui.