— Vedono; lo dice anche lei... ma io tornerò ancora; sei contenta?

— Torna pure.

Tito non fiatava; teneva gli occhi fissi sulla creatura a cui forse aveva dato la vita.

— Vieni qua, babbo, ordinò la piccina; e Tito corse al capezzale del letto, per baciucchiare quella faccia arsa dalla febbre, mentre il medico scriveva una ricetta.

— La facciano fare subito, e gliene diano una cucchiaiata ogni mezz’ora.

A Sofia, che l’accompagnò fin sull’uscio, il medico disse, senza essere interrogato:

— È un corpicino tanto fragile!

La giovinetta ebbe la forza d’interrogare se vi era pericolo.

— Per ora no; ma può essere anche una febbre infettiva.

— La rosolia?