— Ah! Così il cielo ti ascolti!

Accanto al capezzale, Tito andava ricercando lo sguardo vagante e imbambolato di sua figlia che stentava a tener aperti gli occhi.

Ogni tanto le parlava sottovoce:

— Stai meglio?

E la piccina rispondeva sommessamente;

— Altro! Dicono che la civetta sia stata un tempo la figlia del mugnaio...

A tarda sera babbo Salvi venne a dare una capatina in camera dell’ammalata; non disse nulla a Sofia nè a Tito, ma fece intendere col gomito a Mattia Bondi che aveva qualche cosa da dirgli, lo andasse ad aspettare in un’altra stanza. E Mattia andò, e babbo Salvi lo raggiunse.

— Mi è costato un po’ di lavoro, ma sono riuscito. Si figuri che l’uffizio del giornale si chiude dopo le 5; ma per solito si riapre alle nove. Ho aspettato di piede fermo dalle 9 alle 11 perchè il direttore era andato al teatro. Finalmente è venuto, ed è stato molto gentile con me; abbiamo esaminato insieme la cosa, e si è visto che la medesima compagnia era a Buenos Ayres tre anni fa ed è ora a Barcellona. “Se si potesse avere l’elenco della compagnia,„ ho detto. “Si può, ha risposto il direttore. Un momentino e glielo trovo.„ Lo trovò infatti, ma non vi è il nome di Cesira, e le parti di prima amorosa sono affidate ad un’altra artista che quel bravo direttore conosce di persona. Ecco tutto quello che ho potuto penetrare; non so se sia poco.

— Non è poco, assicurò Mattia; ma non è tutto quello che io sperava; scrivendo a Barcellona, il capocomico risponderà, e fra una settimana potremo sapere qualche cosa.

— Se il capocomico sa qualche cosa.