Una volta disse: “Non avete nessun ritratto di mammina? In casa ce n’erano tanti; ce n’era uno vestito di bianco, che aveva i capelli sciolti; si chiamava Ofelia; era tanto bello!„

Tito non disse che un ritratto di quella donna egli lo aveva pur fatto tante volte; Sofia volle dirlo lei, non osò.

— Mammina verrà....

— Non ci credo; me l’hai detto tante volte.

— Verrà, te lo assicuro.

Tito non parlava; lasciò che quel discorso, non trattenuto nè sviato, se ne andasse da sè, e appena non si parlò più di Cesira, andò a prendere nello studio un piccolo telaio, la tavolozza e il pennello.

— Che cosa vuoi fare ora?

— Quello che avrei fatto tante volte, se fossi stato sicuro di poterti trattenere un’ora ferma davanti a me; voglio fare il ritratto di una piccola ammalata....

In queste ultime parole vibrava la commozione repressa dal tono di celia e di carezza.

— Che idea di dipingermi ora che sono ammalata, disse Bianca; chi sa come sono brutta!