Tacquero tutti; la mano dell’artista, animata dal cuore del padre, andò ricercando per un poco le traccie di quel visino affilato, a cui la febbre dava un insolito splendore; ma il pennello, dopo essere stato incerto nel fare l’abbozzo, si diede vinto.
— Non posso; non mi riesce nulla di buono; mi proverò domani.
Depose tavolozza e pennello sopra una seggiola e si curvò sulla piccola ammalata.
Fu un lungo bacio.
XX.
Una mattina venne Giuditta.
— Sai? disse a sua sorella; ho voluto venire prima, appena ho saputo dal babbo che le cose tue erano accomodate.... no?... non sono ancora accomodate? va là, che si accomoderanno; il più l’hai fatto e saprai fare il resto. E se non lo fai tu, sai chi lo farà?
Sofia non sapeva.
— Lo farà la provvidenza, in cui voi altri avete tanta fede; il babbo deve già avere interrogato l’amico....
— L’amico?