— Mamma! Ha detto: mamma! m’ha riconosciuto! annunziò sottovoce agli astanti. Sì, mammina è arrivata; non ti lascerà più; che le importa del mondo, se ha la sua piccina?
Dopo un poco, con lo stesso accento di prima, ma senza guardare nessuno in faccia:
— Ora dice: babbo; la sua vocina è come un alito...
Tito, rimasto a piedi del letto, continuava il sorriso amaro, senza mutar positura.
Ma la voce di Bianca ripetè forte: babbo! e allora il giovine si avvicinò al capezzale, mentre la disgraziata donna che aveva dato la vita a quella morente, nascondeva la faccia sulla coltre.
Sofia se n’era andata in fondo alla camera, ed aveva messo la propria nella mano del cieco, senza dir parola.
— La tua mano trema, notò Mattia; che cosa hai? che accade ora?
— Io non ho nulla, nulla davvero; mi sento bene, mi sento forte; facciamoci coraggio tutti.
— Muore? interrogò il cieco sottovoce.
— No: non deve morire; preghiamo il cielo perchè non muoia.