Dopo un poco volle sapere a che ordine apparteneva la suora; e quando intese essere della Misericordia, s’informò se potesse entrare chiunque a far parte della famiglia.... e intendeva dire se la vita passata non fosse un ostacolo allo stato di sorella.

— Tutte abbiamo qualche cosa da farci perdonare, ma il cielo è alto, assicurò suor Anna.

Prima dell’alba, cedendo alle insistenze della sua compagna, andò ad appoggiare la testa al canapè, e fu presa da un sonno agitato, che le schiudeva il labbro ogni tanto; fin che svegliandosi in sussulto, tornò a guardare in faccia la sciagura.

Entrava il sole per la finestra socchiusa, entrava l’aria mattutina, entravano il cicaleccio dei passeri e la domanda lunga, insistente, dello stornello non contento ancora della gran risposta che quella notte gli aveva dato. La sciagurata madre, nel baciare la sua morticina, trovò l’ultima lagrima.

— Eri tanto bella! disse; ed ecco come sei diventata.

Venne Mattia in quel punto.

— Lei non ha dormito? interrogò suor Anna.

— Chi lo sa? non lo posso dire nemmeno io; rispose sottovoce il cieco. Cesira!

Cesira venne a prendergli la mano in silenzio, e l’accostò alle labbra.

— È arrivata questa lettera per lei, disse il cieco.