— Per me!... Quando?

— Ieri; era rimasta fra le altre, quando nessuno pensava alla posta.

Cesira guardò la soprascritta e disse tranquillamente, cacciando la lettera in tasca:

— È di lui; questa lettera deve aver viaggiato con me, ed era preparata da un pezzo. So già quel che contiene.

Suor Anna annunziò che andava in cucina a bere un brodo, perchè si sentiva sfinita; Mattia e Cesira rimasero soli.

— Ora mi dica che cosa vuol fare, mi dica se posso fare qualche cosa per lei.

— Grazie; posso soffrire ancora; è meglio che nessuno mi aiuti.

— Ma.... insistè il cieco con voce profonda; le persone che hanno sofferto con lei... quelle che hanno sofferto per lei... non vogliono la vendetta, domandano solo la pace. Forse sono egoisti, aggiunse dolcemente, e per avere il diritto di essere felici vorrebbero esser certi che...

— Che il cielo non mi abbandonasse... No, il cielo è generoso; si è pigliato mia figlia perchè io l’aveva distaccata da me per darmi a un altro che si annoiava d’averla sempre al fianco; sì, il cielo se l’è presa perchè io non l’amava più abbastanza.

Parlava senza singhiozzi, con voce uguale e coll’occhio fisso a terra.