— Sì, ho amato un altro più di mia figlia; l’ho amato molto, l’ho amato troppo; era la prima volta che amavo davvero, e nel mio cuore ci è poco posto per amare. Prima che conoscessi lui, mi lusingavo d’essere più forte delle altre donne, perchè tanti avevano chiesto il mio cuore con tenerezza; e lo diedi a lui, che fu brutale e mi ordinò di volergli bene.
Mattia non disse parola; lasciò durare il silenzio penoso, finchè Cesira ripigliò:
— Il cielo è generoso, perchè amo la mia creatura un’altra volta, e ora sono sicura di amarla sempre. Mi permette di leggere questa lettera?
E senza aspettare risposta ruppe il suggello.
“Cara Cesira.„
— No, interruppe il cieco... no.
— Mi lasci leggere forte; è una consolazione.
“Cara Cesira.
“Da molto tempo noi non ci amiamo più come una volta; è inutile illuderci, tu parti, ed io ti leggo nel cuore che quando sarai a Milano, quando la tua piccina sarà guarita, mi scriverai per liberarti d’un legame che ti pesa. Voglio risparmiarti una pena, e sono il primo a scriverti. Ripiglia dunque la tua libertà. Riceverai tutte le valigie che ti appartengono; lascierò Nizza fra due giorni, portando la memoria dei giorni d’amore che mi hai dato.„
Ritornava suor Anna, seguita da Barbara che portava i ceri da accendere accanto al letto della morta.