Il cieco sospirò di nascosto, e disse semplicemente:
— Dunque trovamela subito.
La stessa sera Tito andò a dire alla Famiglia artistica che lo aiutasse a salvarsi dal matrimonio, trovando una sonatrice per il padre cieco; e un vecchio artista, famoso, anche lui, per avere cominciato molte tele senza averne mai finito una, lo prese in disparte.
— Io ho due figliuole, gli disse con solennità: sono allieve del Conservatorio... Vedo che lei non sa che io sono il Salvi; tutti le diranno chi è il vecchio Salvi; suo padre forse mi conosce. Le mie figliuole verranno in casa sua perchè il vecchio Bondi possa scegliere. Ma le posso dire che sonano tutte e due benone, che Giuditta è bellissima, che Sofia è tanto buona....
— Mandi Sofia, si affrettò a dire Tito.
— Perchè Sofia e non Giuditta? domandò il vecchio Salvi.
— Perchè le bellissime ragazze sono sempre meno pazienti delle.... altre, rispose il giovine sorridendo.
— La sorte ha voluto renderle pazienti tutte e due, affermò il vecchio con sussiego. Lasci fare a me; gliele mando domani al mezzodì.
Vennero infatti all’ora indicata; Giuditta si presentò la prima sull’uscio del salotto, si tenne un momento ritta nel vano per fare la riverenza, poi si scostò lentamente per scoprire Sofia, che era tanto minutina e dimessa, quanto la sorella appariva alta, sicura di sè.... e bella.
Mattia, che le aspettava sul vecchio seggiolone, quando si accorse che le ragazze erano entrate, disse lentamente: