— Sofia!

— Lei che ha parlato è?...

— Giuditta.

Tito si lusingò che questa risposta potesse risolvere il quesito per Sofia, ma il cieco ci pensava ancora, e rispose:

— Brava Giuditta. E lei, Sofia, che cosa dice? È della stessa opinione?

— Mia sorella mi vanta sempre, non mi lascia mai tempo di dire bene di lei.

— Il bene che si può dire di me, lo posso dire io stessa, assicurò Giuditta: sono allegra... ecco.

Ma una lieve reticenza diceva a Tito: “io sono bellissima, e posso essere generosa con mia sorella, che, al confronto, è bruttina.„

Evitando di guardare quel fascino, Tito non sapeva come fare ad avvertire suo padre che Giuditta era troppo bella ed audace, e lui troppo giovine e troppo artista da resisterle a lungo. Ma per fortuna anche il cieco non si sentiva forte per risolvere addirittura, e non si potendo consultare con suo figlio fece una pensata.

— Sentano, signorine; il vecchio Salvi le ha mandate perchè io faccia la scelta; ma io, che sono un cieco astuto, le scelgo tutte e due. Vogliono? quando non potrà venire Sofia, verrà Giuditta; e quando mai una di loro avesse altre occupazioni o si annoiasse troppo leggendo e sonando per un artista invalido... potrà mandare sempre sua sorella. Vogliono?