— Giuditta è bella, o almeno crede di essere...

— È vero. È bellina, ma si crede bellissima.

— È magra... piuttosto alta, sì?... deve avere due occhietti piccoli che caccia in faccia alla gente; e forse non è nemmanco allegra, come si vanta...

— È vero, è verissimo, approvò Tito; ma in quel ritratto di maniera gli occhi meravigliosi chiedevano giustizia, e il giovane artista credette di essere coscienzioso correggendo così: solamente gli occhi di Giuditta non sono piccoli.

— Non sono però tanto belli, come quelli di Sofia... È vero?

— Forse; ma sono pieni di luce.

— Sofia, continuò il cieco incoraggiato dal buon successo, Sofia è più piccola, più modesta, più melanconica, più attenta. Dev’essere una di quelle buone figliuole che, nascondendosi sempre, dicono ogni giorno qualche virtù. Non ti pare?

Tito ci pensava.

— Può essere; ma non l’ho osservata bene.

— Segno che è brutta, disse Mattia; e questo mi dispiace.