— Scusi, disse Sofia vedendo il vecchio intenerito a quel punto; scusi, non credevo di farle pena.

— Non me n’ha fatto, sono anzi contento; gli occhi mi servono ancora a qualche cosa, se hanno potuto piangere.

In quelle due ore la ragazza finì di guadagnare il cieco, il quale volle baciarla in fronte.

— Il tempo è freddo; si copra bene, signorina; cacci le mani nel manicotto, perchè se le venissero i geloni non potrebbe più sonare come ha fatto oggi... E dica... dove abita lei? chi l’accompagna a casa?

— Sto a quattro passi di qui, e non ho paura della gente.

— Non importa che lei non abbia paura; oggi è domenica, vi sono sempre degli ubbriachi per le vie; se mi permette l’accompagnerò io... disse Tito.

— Grazie, non è necessario; ci ho già chi mi accompagna.

Si fece rossa in viso all’idea che queste parole potessero essere intese malamente, e si affrettò a soggiungere:

— Ci ho mio cugino...

Ancora non bastava. Balbettò una parola: Tonio...